il tempo sognato

06/10/2017 02:37

 

a volte vorrei sentirmi di nuovo una neomamma: compresa, aiutata, assolta, circondata di sorrisi, complimenti, regali, abbracci, messaggi.

a volte vorrei poter godere di quel tempo obbligatorio per prendermi cura di mio figlio ma vorrei poterlo avere adesso, che lui ha due anni e mezzo.

Adesso che non più solo mangia e dorme, ma parla, canta, gioca, adesso che mi chiede come mai arrivo di corsa a prenderlo e di corsa poco tempo dopo vado di nuovo via. adesso che dopo tutta la mattina a giocare vorrebbe solo che fossi io a metterlo a nanna e io a svegliarlo, che fossi io a preparagli la merenda e a chiedergli cosa fare nel pomeriggio.

A volte vorrei fermarmi di nuovo a quelle giornate infinite dettate solo dall’odore di latte, dal suono di un pianto, dal profumo di buono; ma vorrei fermarmi ora dove il tempo scorre veloce, scandito dagli schizzi di fango ai giardini  e dai libri letti in rima la sera.

quel tempo che non torna mai più ma che ci sfugge sempre, che non è mai abbastanza e che quando è vuoto ci spaventa. quel tempo che va sempre impiegato con gli incastri di tutti e che quasi sempre sta stretto. quel tempo che se ci fosse, forse, sarebbe infine persino troppo, ma siccome non c’è, sembra sempre troppo poco.

a volte vorrei sentimi la neomamma di mio figlio di 2 anni e mezzo perché adesso che lui comincia a capire come funziona il mondo, io comincio ad imparare cosa vuol dire occuparmi di lui e crescere insieme. non tornerei indietro per niente al mondo ma mi manca quella condizione nuova in cui imparare a muovere i primi passi, perché prima hanno dovuto raddrizzarsi i pensieri, poi a seguire si sono sistemate le emozioni, e il tempo, impassibile, è andato, velocissimo.

credo che da adesso in poi tanto più sarà il tempo che avrà lui per sé, tanto meno sarà il mio per lui, come se ogni giorno che passa avesse sempre un pochino meno bisogno della mia presenza fisica, che il resto si sa che sarà per sempre, e quindi il mio tempo esclusivo, dedicato, devoto, sarà svuotato.

lo ritaglio alla fine della giornata, me lo prendo la mattina presto per svegliarci un po’ prima e regalarci qualche minuto prima si faccia giorno, ma ho sempre l’impressione che sia una corsa dove il tempo riempie gli spazi vuoti e questo perché io vivo così, nel bisogno dell’incastro perfetto, nella non dipendenza, nella incapacità di improvvisare, cancellare, lasciar andare. 

o forse, semplicemente, il tempo passato fino ad ora è quello che mi ha portato a sentire così, mi ha educato, mi ha guidato e tutto è stato tranne che tempo perso.

 




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