"Time, datemi il time"

20/06/2017 10:01

me lo dicevano in tante che ci erano passate prima di me e mi sembrava impossibile: come fare a non ricordarsi le fattezze di quegli esserini minuscoli, che ti stanno appoggiati sull'avambraccio e che si addormentano al suono del battito del tuo cuore, che hanno la testa ancora morbida, i capelli spettinati, la pelle un pò screpolata e le manine rugose. e invece adesso quando guardo il mio ometto e lo vedo così grande, alto, che parla, salta, mangia da solo, gioca, legge, non mi sembra vero e quasi non ricordo più di quando tenerlo in braccio non era la fatica immane di adesso.

e quando una sera, nell'illusione di ritrovare qualche vestito dell'estate scorsa che possa andargli bene adesso, ritrovo quelle magliette così minuscole che a guardarle mi sembrano giuste per un peluche, allora sì, ripenso a tutte le tutine che  gli avanzavano ai piedini e andavano risvoltate alle braccia, che lui è anche nato piccino, le canotte per resistere alla sua prima estate afossisima che gli fungevano da pigiamino, e i pigiamini che erano troppo grandi e addosso a lui sembravano dei kimoni.

io mi sento più adatta alla gestione di un figlio un pò più grande, che abbia perlomeno acquisito la capacità di comunicare nella mia stessa lingua, perchè sono maggiormente incline a cercare un dialogo, a fargli domande, a proporgli risposte, a cantare canzoni, a insegnargli parole. sono più capace di gestire un esserino che cominci a fare esperienza dell'autonomia, della capacità di arrangiarsi, di giocare da solo, di risolvere i suoi piccoli ostacoli quotidiani, contando sulla mia presenza e il mio supporto.

tuttavia ritrovare quegli abiti così piccoli mi spalanca il cuore di tenerezza, mi lascia anche un pò di nostalgia perchè i primi lunghi mesi in cui loro sono così piccoli, non si spera altro che il tempo passi in fretta, che loro crescano, e che smettano di fare tutte le cose un pò complicate e faticose che riguardano la normale routine di un neonato; solo che non siamo veramente in grado di capire che quel momento arriverà presto, prestissimo. in un attimo gli scatoloni saranno pieni di scarpine minuscole, di body ormai stretti, delle adorabili tutine dei primi mesi, di tutti i giochi che un neonato può afferrare, oltre che di tutto l'armamentario per l'alimentazione, la dentizione, la pulizia del nasino e della crosta lattea.

quel tempo, che mentre lo vivi sembra lento e uguale a se stesso, come da un attimo all'altro, si trasforma in un altro tempo, molto più veloce, vivace, mutevole, molto più simile al nostro tempo di adulti. e tu non fai che osservarlo e viverlo dicendo a te stessa di non commettere lo stesso errore di guardare troppo avanti, ma cercando di essere lì, presente, in quell'unico tempo che è il loro, perchè, mi dicono in tante anche questo, in un attimo e molto molto molto presto, li vedrai essere persone come te, individui che ti amano e che ti rispettano ma che sono altro da te e che prenderanno la loro strada.

è la naturale evoluzione e siamo tutti preparati a questo, lo desideriamo, ma non ci rendiamo conto di quanto accada velocemente.




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