Di noi tre, in vacanza

04/09/2017 03:12

 

Forse quest’anno abbiamo fatto la nostra prima vera vacanza in tre.

Senza contare le lunghe estati e i weekend a casa dei nonni e qualche sporadico giorno a giro, la prima vera vacanza pianificata per tempo e usata come scusa per far prendere l’aereo al nostro cucciolo di due anni e mezzo.

Noi abbiamo scelto non un itinerario on the road, non una capitale da girare, noi abbiamo scelto il mare, un villaggio, la mezza pensione che è diventata ben presto una pensione completa, noi abbiamo optato per la comodità e i servizi a portata di bambino.

Questo perché evidentemente è la scelta che ci ha resi più tranquilli, più rilassati nell’adattarci a tempi e modi di fare vacanza di nostro figlio, senza imporre le nostre preferenze, i nostri orari, le nostre priorità.

Ecco perché per noi ha funzionato.

Nonostante il tempo non ci abbia voluto bene siamo riusciti sfruttare al massimo il posto in cui eravamo, a stare con i tanti (numerosi) altri bambini che c’erano, a sentirci simili a tutti gli altri genitori di figli piccoli che erano lì con noi.

e poco importa se ogni giorno facevamo i tre pasti allo stesso tavolo, anzi, il nostro ometto ha gradito sempre tutto e ha imparato in pochissimo tempo ad adattarsi ad un posto ed un letto nuovo, una cucina diversa e un modo di fare mare molto diverso dalle sue finora acquisite abitudini.

Per noi è stato fondamentale essere in un luogo dove poter gestire l’imprevisto e dove assaporare il tempo lento di una vacanza family.

e nonostante il mio, nostro, concetto di fare mare sia (stato) un po’ diverso, l’averlo vissuto attraverso gli occhi, le parole, i giochi del nostro bambino, ci ha fatto riposare, divertire, oso anche dicendo rilassare, con tutte le virgolette del caso.

Non tutti siamo  uguali, per noi è andata bene così, in questo momento, in questo luogo.

Tornare a casa con la sensazione di avercela fatta, e bene, è un’altra novità.

Tornare senza malinconia, ma con l’entusiasmo di poter fare ed osare ancora, e meglio. Di scoprire, di non affrettare, di scegliere il nostro momento.

Questo mi ha resto estremamente felice.

E mi ha confermato che stare nell'ascolto di sè, senza giudicarsi, senza cercare paragoni, nè la perfezione, migliora sempre le cose.




Vuoi lasciare un commento?




Per lasciare un commento
Questo sito utilizza i Cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione.  Continuando la navigazione e/o chiudendo questo avviso, confermi di aver letto l'informativa sull'utilizzo dei cookies