Il tempo di prima, il qui di adesso

21/06/2017 12:10

 

Mi sono chiesta per tanto tempo come sarebbe stata la mia vita senza di lui. all’inizio, soprattutto, quando in un attimo, di colpo, cambiano le tue giornate, le tue nottate, le tue abitudini a fare qualunque cosa, la tua vita sociale subisce una frenata brusca, uscire diventa comunque complicato con quei catafalco di carrozzina che è un miracolo se entra nell’ascensore ma che poi non sai come trascinare in quei 5 scalini che ti separano dal piano strada.

Per non parlare del montaggio dell’ovetto (o navicella) in macchina anche solo per fare 3 metri.

Fascia e marsupio comprati e poco usati, mio grande rammarico, perché avere avuto 2 mani libere avrebbe sicuramente facilitato alcune cose. e, detto questo, la domanda: cosa avrei potuto fare oggi/stasera, dove sarei potuta andare in vacanza, quando e come avrei potuto decidere una qualunque cosa è stata piuttosto ricorrente.

Poi il “prima” piano piano lo accantoni, perché ripensarci è tanto inutile quanto dannoso, e poi perché non c’è tempo per stare a vagare con i pensieri, finché accade, ad un certo punto, che cominci a viverti il tuo presente in maniera così intensa e forte e lo trovi terribilmente interessante, inaspettatamente bello, faticoso sì, ma pieno di nuove cose e scoperte, continuamente.

Così impari che ogni giorno non è mail uguale ad un altro, nel bene e nel male, e anche le notti possono riservarti grandi sorprese, nel benissimo e nel malissimo, ma sarete d’accordo con me, che ad essere mamme di una piccola creatura, certo non ci si annoia quasi mai.

Adesso che la nostra nuova vita ha presto un buon ritmo, che abbiamo riti consolidati e abitudini squisitamente congeniali al nostro modo di essere, e adesso che mi ritrovo come “prima” a passare le calde estati lavorando in una casa dove ci siamo solo io, il mio compagno e le nostre gatte, dove non abbiamo orari, nessuno che ci sveglia la notte, il frigo vuoto perché andiamo a cena fuori, il divano o il balcone dove chiacchierare la sera, adesso più che mai ci penso, a come sarebbe adesso la mia e la nostra vita senza di lui.

Avrei questa più o meno sconfinata libertà di gestire il mio tempo prima e dopo il lavoro, potrei fare shopping e finalmente rinnovare un guardaroba che è più o meno lo stesso da due anni, potrei andare in palestra tutti i giorni e fare yoga tutte le sere (le due cose che faccio con immenso piacere godendo della solitudine). e il quadro non è affatto male, se non fosse che già di mio sono una persona piuttosto solitaria, che ha sempre avuto poche care amiche che nei mesi in cui io ho cercato di imparare a fare la mamma, o sono diventate mamme anche loro, oppure se ne sono andate via dalla mia città perché hanno trovato un lavoro o un nuovo fidanzato. e pure il mio amico vicino di casa con cui facevamo colazione insieme e andavamo alle arene estive sta per trasferirsi.

La maggior parte del mio tempo lo passo da sola o col mio compagno. e la maggior parte delle volte cerco di riposarmi  e di stare in quella quiete che dopo un po’ mi assorda. giro per la nostra casa immobile e ordinata pensando che in fondo la mia vita di prima era un po’ noiosa, le giornate erano quasi sempre uguali a se stesse, non c’erano quasi mai grandi scossoni e questo perché io sono fatta così. mi piacciono le consuetudini. mi piace fare l ‘aperitivo dove so che lo spritz è buono. mangio la pizza al massimo in un paio di ristoranti e uscire a cena “a caso” è una cosa che non amavo prima e non amo adesso.

La risposta che mi sono data è che, tanto è stato difficile ricostruire le mie abitudini così consolidate con l’arrivo nel nostro piccolo terremoto, e adeguarmi a nuovi tempi, luoghi e spazi, tanto è stato come aprirmi un nuovo mondo, darmi una bella scossa di adrenalina e come buttarmi dentro una centrifuga. 

Adesso so che è comunque un lusso avere questi giorni vuoti e leggeri per recuperare energie e lucidità, ma so per certo che non tornerei mai indietro, anzi, voglio andare avanti per scoprire come sarà, sempre di più.

 




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