Lo desidero ma non so come dirtelo (davvero)

11/06/2017 10:25

Lo ammetto, l’ho detto, sul momento “questo sarà il primo e l’ultimo”. l’ho sussurrato con quel poco di fiato che mi rimaneva dopo che il mio corpo si era improvvisamente svuotato, con la sensazione di una pancia traballante che si riassestava, i capelli annodati e sudati, gli occhi struccati e senza lenti che guardavano quella stanza così calda senza riconoscerne tutti i dettagli. le gambe finalmente distese, le ginocchia scricchiolanti, le mani vuote perché stavo ancora cercando di recuperare le forze.

l’ho detto e probabilmente in quel momento l’ho pensato davvero, sconvolta da qualcosa a cui ero del tutto impreparata nonostante pensassi di esserlo, incredula di quello che era accaduto nelle ore precedenti, ammutolita da quello che avevo fatto.

dopo quell’unica volta, non l’ho mai più ridetto, forse solo in qualche straziante momento di sconforto quando la stanchezza ti fa delirare, ma dentro di me non l’ho più pensato.

per buona parte del primo anno, il pensiero è rimasto in standby fino a tornare progressivamente allo scoperto, ma sorprendentemente per me, in maniera trasformata, nella direzione opposta.

vorrei che non fosse unico né l’ultimo.

il pensiero si è ben presto fatto intimo desiderio e si è lentamente e profondamente radicato, senza che lo forzassi, anzi, pur sfidandolo continuamente, resiste e si rafforza.

si riaffaccia sempre più spesso, mentre continua ad attaccarsi ad ogni cellula del mio corpo e del mio cervello, che ne sono completamente contagiati.

e ogni volta mi chiedo il perché, cerco di dare un nome a questo pensiero, cerco una spiegazione logica, ne posso trovare diverse, ma è la natura stessa della mia essenza, che è pancia, sangue e acqua della mia acqua.

ma non so come dirtelo, davvero.

ci provo scherzando, ci provo sul serio.

ci provo chiedendo, ci provo in silenzio.

come posso trasmettere una sensazione così interiore, che ti affossa, che ti punge, che ti coccola ogni giorno, insieme alla paura di mettersi a nudo, di sentirsi fragili, insieme al timore di dover motivare, convincere, spiegare.

non so se posso farlo, non so nemmeno se voglio.

accanto al desiderio tante paure che cerco di nascondere ma che sento esistere. 

ho paura di non farcela e di essere triste, un giorno, per non aver lottato quanto volevo.

ho paura di arrabbiarmi perché non l’ho gridato abbastanza forte.

ho paura di arrendermi perché in fondo va bene così.

ho paura di avere un grande rimpianto, su cui non potrò mai tornare indietro.

ho paura di non essere all’altezza adesso e che questa sia la ragione per cui mi fermerò qui.

ho paura di essere giudicata, senza sconti, anche da me stessa.

ho paura di sfidare l’ignoto.

ho paura di non poter avere una seconda possibilità.

ho paura di chiedermi continuamente come sarebbe se fosse.

ho paura di non avere (più) (tanto) tempo.

 

ho un grande desiderio e tante paure. 
ma non so come dirtelo, davvero.




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